I CELTI SCACCIARONO GLI ETRUSCHI LA CUI CIVILTA’ STAVA GIA’ DECADENDO….
Potrebbe avere ragione lo storico T.G.E. Powel che nel suo libro “I Celti” (titolo originale “The Celts”, Thames&Hudson, Londra 1999, seconda Ed.) scrive a proposito degli stessi: “I Galli (come li definivano i Romani, o i Celti come si autodefinivano) si stabilirono dapprima nella valle superiore del Po e lungo i suoi affluenti. Essi travolsero e scacciarono (nb) gli Etruschi, la cui civiltà stava già decadendo, e non c’è dubbio che furono proprio i segni della debolezza degli Etruschi a far intravvedere il miraggio di ricchi bottini e di buone terre da colonizzare……..” (Op. cit pag. 18). L’Autore aggiunge: “Le prove archeologiche dimostrano che gli invasori giunsero dai passi alpini e che la loro patria d’origine si trovava in Svizzera e nella Germani meridionale”. Chi erano in sostanza le tribù giunte in Italia? Ancora l’Autore: “Gli ‘Insubri’ furono i primi arrivati, e sembra che stabilissero il loro centro in un luogo che denominarono Mediolanum, cioè Milano. ….Successivamente arrivarono i ‘Boi’ e i ‘Lingoni’ che traversarono questa regione per trovare stanza in Emilia, mentre gli ultimi gruppi migranti furono i ‘Senoni’ che si stabilirono nelle terre meno ricche lungi le coste adriatiche dell’Umbria”. Ma non basta, l’Autore precisa anche che: “Non solo gli invasori Celti si spostavano come futuri coloni con le famiglie e i loro beni al seguito, ma erano accompagnate da bande mobili di guerrieri che compivano razzie in territori più meridionali”. L’Autore ci da un quadro complessivo, molto sintetico, di quella che fu l’occupazione celtica in Italia, nelle terre che furono di dominio Etrusco ed aggiunge che: “La fine dell’indipendenza della Gallia Cisalpina (così chiamata dai Romani ndr) giunse soltanto nel 192 a.C, quando i Romani sconfissero i Boi nella loro roccaforte che doveva divenire poi la moderna Bologna”. In sostanza il dominio Celtico nell’Italia centrosettentrionale durò circa due secoli: dall’inizio del IV secolo a.C. all’inizio del II secolo a.C. In brevissimo tempo le tribù si spostarono dal Nord al Sud e nel 390 a.C. invasero e saccheggiarono Roma. Questa è una data sicura della quale dobbiamo tenerne conto. Ma torniamo a quanto afferma Powel: “Essi (Celti) travolsero e scacciarono gli Etruschi, la cui civiltà stava già decadendo…” Dobbiamo chiederci perché la civiltà etrusca stava già decadendo. Proprio in questo periodo 405 a.C. (secondo la tradizione) inizia l’assedio di Veio, una delle maggiori e più importanti città dell’Etruria, da parte dei Romani. Nel 396 Veio viene conquistata e distrutta dai Romani e il suo territorio viene incorporato nello Stato romano. Approfittando di questo stato di tensione fra Romani ed Etruschi, con relativo indebolimento dovuto alla guerra, i Celti progettano e decidono di invadere in massa il territorio Etrusco e nel 390, nella battaglia di Allia, sconfiggono anche i Romani, saccheggiando Roma nello stesso anno. Ormai i Celti si sono insediati stabilmente nei territori già occupati dagli Etruschi, i quali, come dice il Powell, sono stati cacciati dai loro territori. Se la cosa ci sembra verosimile, ci chiediamo in quali territori gli stessi abbiano riparato. E qui si fanno le ipotesi più disparate. Si dice che gli Etruschi fuggirono nell’Italia settentrionale, nel Tirolo e nei borghi dolomitici (Vipiteno ad es. sarebbe un toponimo di origine etrusca), altri abbiano trovato rifugio via mare, altri ancora abbiano coesistito con gli stessi Celti; ne abbiamo un esempio a Monterenzio, Montebibele (Bologna) dove tribù celtiche convivevano vicino a villaggi etruschi. Molti avranno scelto di mettere a servizio dei vincitori le proprie esperienze artigianali (ceramica, ferro, gioielli, etc.) , e molti di essi sono finiti schiavi oppure hanno scelto di arruolarsi negli eserciti dei vincitori. Nel 311 gli Etruschi hanno ancora la parvenza di essere una Federazione in grado di poter “tirare avanti”. Ma nel 311 a.C. combattono una disastrosa guerra contro Roma, ed i Romani penetrano nell’Etruria centrale e interna, costringendo gli Etruschi ad una pace, iniziando il declino vero e proprio. Le guerre fra Roma e gli Etruschi si susseguono e cadono città come Volsini e Vulci. Le città etrusche sono costrette ad entrare in alleanza con Roma: l’Etruria ‘Federata’. E’ la fine per gli Etruschi. I Romani intanto si preparano a combattere anche i dominatori Celti e ci riescono nella Battaglia di Talamone dove i Celti vengono annientati, nel 225 a.C. La vera e propria indipendenza della Gallia termina nel 192 a.C quando i Romani sconfissero i Boi nella loro roccaforte: Bologna. “Sic transit gloria mundi”.
PAOLO CAMPIDORI, COPYRIGHT