RACCOMANDATA A.R. INVIATA IL GIORNO 8 MAGGIO 2018 E-mail con due allegati spedita il giorno 7 maggio 2018

Spett. Soprintendenza Beni Archeologici Direttore Dott. Andrea Pessina
Email: sabap-fi@beniculturali.it

e p. c. Ispettore archeologico per il Mugello

Il sottoscritto Paolo Campidori nato a Vaglia il 18 dicembre 1942 e residente a Fiesole, in località Girone (prov. di Firenze) passeggiando per le strade intorno al Santuario Mariano di Montesenario, ha individuato, sulla faccia-vista di un masso in pietra locale, sul muricciolo della vecchia strada che porta a Montesenario, una scritta che a suo parere sembrerebbe essere etrusca. IL sottoscritto fa presente di essere, da molto tempo, un appassionato etruscologo che si occupa principalmente di etruscologia e linguistica etrusca. La scritta, dopo un attento studio, e dopo essermi consultato con esperti del ramo,

rivelerebbe due paroline etrusche (?) scritte da destra verso sinistra: MI CANA. La scritta si trova ancora sul luogo. (Vedi Foto)

Sempre nella zona del Convento di Montesenario il sottoscritto ha rinvenuto, dentro ad una delle grotte dei Beatissimi Sette Frati Fondatori (Grotta di Sant’Alessio Falconieri), alcune lastre con scritte abrase, molto somiglianti alla lingua degli etruschi, ed una scritta più

enigmatica, ma che rivela somiglianze all’alfabeto etrusco che io, nella mia modestissima competenza, ho ravvisato, la scritta etrusca FIPSL IX. Tale scritta risulta in parte abrasa o posteriormente parzialmente modificata, da mani ignote, ma ancora ben leggibile. (Vedi foto)

Segnalo inoltre che, specialmente nella zona Ovest, nell’antica strada che portava da Montesenario alla Tassaia, ora un sentiero del CAI, ho rinvenuto, su sassi, anche piccoli o di modeste proporzioni alcuni graffiti e disegni, su molti dei quali erano raffigurati degli “ometti

villanoviani” in vari atteggiamenti, molto somiglianti alla cartellonista stradale vigente, in varie pose: in cammino, in corsa, mentre saltano, oppure mentre si portano le mani al viso; disegni, che secondo la mia modestissima competenza potrebbero voler significare qualcosa o comunicare qualcosa. Questi disegni non sono ben visibili ad occhio nudo, ma un occhio esperto è in grado di riconoscerli; inoltre gli stessi sono difficilmente fotografabili, a meno che non si usino fotocamere speciali Altri simboli sono appena visibili, si tratta di: crocette, frecce, croci orientate esattamente con i punti cardinali (NSWE); ancora, presunti stampi per fondere lance, frecce, asce o vomeri; linee, disegnate su sassi con varie tacche che forse indicano il percorso stradale ed infine, un simbolo molto frequente: un punto con intorno altri punti messi in circolo, varianti da 4-5-6, che al sottoscritto parrebbero essere dei soli e

che queste genti adorasse il dio sole. (Vedi foto)

Incoraggiato dai risultati a proseguire le ricerche e a seguito di quanto asserito sono arrivato alla scoperta di un qualcosa di molto interessante, e cioè, nelle pendici intorno al Sacro Eremo, dedicato alla Madonna, presso il Convento dei Beatissimi Sette Frati Fondatori, ho individuato, quasi casualmente un edificio megalitico, che secondo la mia conoscenza in materia di “cultore etruscologo), potrebbe risalire al tardo Neolitico. Si tratta di un edificio in parte crollato, o fatto crollare (eventi naturali? eventi bellici?) in epoca imprecisata, ma del quale rimangono, per fortuna, notevoli testimonianze. Si tratterebbe di un megalite, un ‘menhir’ che io con prudenza e, in attesa che si pronuncino gli esperti in materia, farei risalire alla fine del II millennio a.C. Lo stesso si sviluppa in direzione NE-SE (approxim.) ed è composto da un lungo ambulacro formato

da grosse lastre di pietra piantate sul terreno (sui lati) o appoggiate orizzontalmente sul lungo corridoio (pavimentazione). L’ambulacro, lungo una ventina di metri, una volta forse era coperto da grossi lastroni, e terminante con una cella di forma semi-rotonda composta di tre ripiani rotondeggianti e degradanti verso l’alto, a forma di chiocciola. Questo masso, considerato da sempre una bizzarria della natura, era chiamato dai ‘vecchi’ del posto (Bivigliano) “Masso del Fuso”. Il tetto rotondeggiante, composto ma massi ciclopici è appoggiato su una specie di colonna quadrangolare smussata agli angoli (tholos). Proprio sul davanti (lato Est, Polcanto) il masso risulta tagliato, in maniera molto rudimentale, formando una specie di finestra (suppongo per lo studio degli astri) (*). Se ancora avessi avuto dei dubbi in m,merito al ritrovamento mi è venuto incontro una scoperta fortuita,

interessantissima: la prova del nove, o prova regina. Si tratta di una

scoperta interessantissima, che, colmava in maniera inequivocabile le mie incertezze. All’interno della cella ho rinvenuto un disegno di “ometti villanoviani”, come li definisco io, in atteggiamento di adorazione (oranti) che stanno in ginocchio, con le braccia allargate, le palme rivolte verso l’alto e le teste un po’ reclinate davanti al sole (un puntino con otto raggi intorno), che gli sta davanti Questo simbolo mi ha fatto credere ancora di più che si trattasse di un tempio forse dicato al “dio sole”. (vedi foto allegate).

Allego infine le coordinate di tale edificio

megalitico (da verificare meglio), dai vecchi abitanti del posto chiamato “Masso del Fuso” e che io ho ribattezzato “Tempio del Sole” di Montesenario: 43°, 899 N 11°, 3344 E 752 m s.l.m. (**)

Tanto dovevo per Vostra conoscenza e attendo nel frattempo una vostra risposta in merito.

Per avere maggiori informazioni potete leggere i miei resoconti sul mio Blog WordPress “Cultura Etrusca” http://www.culturaetrusca.blog

Paolo Campidori Via dell’Arno, 30/A

50014 Fiesole (Firenze) Loc. Il Girone Cell. 331 4556876 Tel ab. 055 6503539

(*) Un indizio dell’esistenza di questo tempio, possiamo ritrovarla nello stemma di una famiglia nobile di Vitarete (Borgo San Lorenzo), il cui motto specifica: “Per aspera ad astra”. Ciò poteva significare che per raggiungere il tempio si dovevano percorrere strade molto impervie e in salita, fino all’attuale Montesenario. Si tratta solo di una supposizione.
(**) Per le coordinate mi sono avvalso dell’aiuto di un ricercatore storico locale, specializzato nella ‘sentieristica’ del Comune di Vaglia e del Mugello.