SCARPERIA E SANT’AGATA
Un nuovo articolo di Paolo Campidori

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Scarperia, detta così, perché sorge alla ‘scarpa’ dell’Appennino che una volta si chiamava ‘Alpe’ (Non esisteva distinzioni fra Alpi ed Appennini, ma era considerata un’unica catena). ‘Scarpa si chiama anche la parte delle mura che emerge dalle fondamenta delle torri o dei castelli, che generalmente è costruita in forma obliqua (un ostacolo in più per gli assalitori). Qui a Scarperia, come in altre parti strategiche, quasi sempre posti sulle maggiori strade di transito (allora esisteva solo il Passo del Giogo) la Repubblica Fiorentina aveva costruito una “terra nuova”, che, in genere, era anche un ‘mercatale’, ma in particolari modo, era una risposta esplicita al potere Feudale, specialmente a quello degli Ubaldini, i quali si avvalevano di ‘masnadieri’ per ostacolare i traffici commerciali dei Fiorentini, allora grande potenza economica. Dall’altro lato delle “Alpi degli Ubaldini” i quali si vantavano di avere più di cento castelli, sui monti e al piano, fra Scarperia e Cornacchiaia (Firenbzuola), c’era la “terra nuova” di Firenzuola. Per arrivarci, quando ancora il Passo del Giogo non esisteva , c’era una strada, abbastanza buona, ma devastata dal tempo e dalla tracotanza dei Signorotti Feudali la quale, passando per Scarperia, Sant’Agata, Montepoli valicava i monti in località Osteria Bruciata (o Brucciata), dove il ‘passo’ fa una specie di conca, un avvallamento che favoriva il passaggio delle carovane, per lo più mulattiere. Una volta saliti cominciava la discesa che portava, seguendo un percorso di crinale alla località Roncopiano, sede di borgo medievale e infine si arrivava a Cornacchiaia, guardata a vista dal potente castello della Giandolea (Ubaldini) i quali, ancora nel sec. XIII esigevano le famigerate imposte di ebraico, polveratico, pontatico, etc. C’è da tener conto che questo non era l’unico itinerario, ma esistevano itinerari diversi a seconda delle località in cui i mercanti, i pellegrini, o semplici visitatori dovevano andare. Tanta per fare un esempio, per andare in Romagna la strada proseguiva per San Piero Santerno, se invece si doveva andare in Emilia (Scaricalasino, oggi Monghidoro, etc.) la strada passava dalle Valli, Peglio, Culcedra (presso Pietrramala), Sasso di San Zanobi, Cavrenno, etc. Però vorrei ribadire che esistevano più strade, ma quella più ‘battuta’, anche perché vi era una Locanda ed uno ‘Spedale’ per i pellegrini, era senz’altro quella della Osteria Bruciata.

Ritornando a Scarperia, dobbiamo però dire che i ‘nuclei più antichi erano Fagna e Sant’Agata. Quest’ultima è davvero una delle ‘perle’ più preziose che esistano in Mugello. La Pieve di Sant’Agata, forse, una delle chiese più antiche del Mugello ha una storia unica. Sembra sorgesse su un piccolo tempio etrusco, che però non se ne ha la certezza. La chiesa di Sant’Agata, che è ‘gemella’ della chiesa di Cornacchiaia, è di una bellezza straordinaria, ed ha delle particolarità (riscontrate anche nella Pieve di Cornacchia, molto rimaneggiata), e cioè, quella che le ‘capriate’, che sono quei ‘triangoli’ di legno che sorreggono il tetto, che poggiano direttamente sui capitelli delle colonne. Una particolarità unica nel suo genere. La chiesa ha subito almeno tre importanti rimaneggiamenti: da chiesa proto-cristiana (ex tempio etrusco?), a chiesa del Mille (anno più, anno meno), a chiesa Romanica. E’ presumibile che questa strada che passando da Sant’Agata per l’Osteria Bruciata, fino ad arrivare a Cornacchiaia (Firenzuola), fosse anche il percorso etrusco. Sant’Agata è un paesino assolutamente da visitare. C’è un bel Museo Archeologico territoriale, un Museo di Arte Sacra, e una ‘chicca’ il Museo del ‘grande’ Leprino, che ha voluto riprodurre ambienti e personaggi del suo tempo, rifacendosi alla vita dei contadini mugellani degli anni prima e dopo la Guerra Mondiale. Sono tutti personaggi riuscitissimo, in movimento: l’arrotino, il fattore, il contadino che porta la ‘serqua’ delle uova, la ‘battitura’ del grano, l’ubiaco sorretto dagli Agenti dell’Arma dei Carabinieri, insomma andate a vistare la Pieve, i Musei, il bellissimo paese di Sant’Agata.

PAOLO CAMPIDORI, COPYRIGHT

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