TARQUINIA – TOMBA DEI LEONI (ROSSI) PERCHE’ I LEONI SONO RAFFIGURATI ‘AFFRONTATI’? 

 

ORIGINI CARTAGINEVI SEC. A.C. MARMO

Due leoni affrontati proteggono il cosiddetto “albero della vita” – Arte cartaginese (?) sec. VI a.C.

 

Etimo ed origine:

Leone: detto per la sua forma e maestà “il re degli animali”. Il vero etimo certo è che la forma greca”Léon” – genitivo “Leôntos” è entrata nel latino dando luogo a “leo”, “leonis” (la derivazione diretta del lemma latino da quello greco è da escludersi, altrimenti avremmo avuto “leo”, “leontis”). Nella lingua etrusca lo troviamo su una gemma con la figura di una leonessa che allatta.
Leuna, etrusco,  (Leonis) è un  gentilizio maschile da confrontare con quello latino “Leonius”, nonché col latino “leo”, “leonis”. “Leunei” (Leonia) etrusco, femminile del gentilizio Leuna.
L’epigrafia etrusca ci rivela l’esistenza anche di un’altra epigrafe: “THANIAS LEUNAL” (Tania di Leonia). L’epigrafe è scritta da destra verso sinistra.

leone epigrafe

L’epigrafe etrusca THANIAS LEUNAL da me ricopiata nella sua forma originale ed è scritta da destra verso sinistra
E’ probabile che i leoni dipinti sull’echino della Tomba dei leoni (rossi) di Tarquinia esprimano un gentilizio, una specie di emblema araldico della nobile famiglia tarquinese “Leuna” “Leunei”.
Per quanto riguarda, specificamente, l’origine del simbolo ‘Leone’, esso si perde nella notte dei tempi, ed è sicuramente di origine orientale,  anche perché l’habitat  naturale di questo animale è orientale-africano. Nella tomba dei leoni di Tarquinia (come nelle altre tombe della stessa necropoli) gli affreschi sono carichi di simbologia e di allegoria che in questa sede, sarebbe davvero difficile trattare.

Tarquinia tomba dei leoni rossi

Leoni affrontati dipinti sull’echino della tomba dei “leoni rossi” di Tarquinia 
In sostanza la raffigurazione dei due leoni, accovacciati,  non intenti ad aggredire una preda (spesso un cerbiatto), testimonierebbero, tra l’altro,   che il defunto ha trascorso in vita un periodo di pace, o almeno di “relativa pace”, e, aggiungerei di prosperità economica.
I leoni infatti esprimono forza, potenza, ferocia, ma allo stesso tempo, pace, tranquillità, sicurezza. Dobbiamo considerare, che nel periodo cosiddetto ellenistico, l’allegoria (e la mitologia) greca hanno  preso il posto della simbologia (anche se parzialmente), ragion per cui moltissime cose sono cambiate nella religione degli etruschi. Questo cambiamento ci porta a pensare che le pitture (affreschi) che si trovano dentro le tombe di Tarquinia o altra località etrusca, non siano da considerare singolarmente, ma nella loro totalità, dando vita ad una storia, una specie di mosaico fatto di tante tessere,  il cui insieme rappresenta un solo tema. Il simbolo invece, al contrario dell’allegoria esprimeva un concetto, anche se ampio, ma contenuto nella sua singolarità.
Ancora oggi abbiamo il cognome Leoni ed esistono tanti stemmi nobiliari dove figurano uno o più leoni in varie posizioni: accovacciati, rampanti, etc.
Da quanto arguito dobbiamo trarne le seguenti conclusioni:
a) che la tomba detta dei “leoni rossi” di Tarquinia sia appartenuta  alla nobile famiglia etrusca dei Leuna (Leoni);
b) che i leoni affrontati con le fauci aperte, esprimono la possibilità di un’aggressione latente (potenziale), contro chiunque osasse fare violenza alla famiglia o ad un membro della stessa;
c) che originariamente i leoni affrontati erano posti come ‘guardiani’ dell’albero della vita (uno alla destra, ed uno alla sinistra del tronco dell’albero) (**);
d) che nelle tombe tarquinesi i leoni dipinti sono posti uno alla destra, uno alla sinistra di un mensolone, somigliante alla parte rastremata di una clessidra, che aveva la funzione di reggere il tetto (una specie di ‘tholos’),  in quanto la tomba è la raffigurazione  realistica dell’interno  di una casa etrusca (tarquinese), formando una specie di triangolo, il cui numero ‘3’, numero perfetto, rappresentava l’essenza del loro credo, ovvero, la perfezione, e corrispondeva, secondo la loro religione di origine orientale alle tre divinità adorate: la Luna, il Sole e l’Astro del mattino (Venere). Gli stessi etruschi raffigurati sui sarcofagi ostentano la mano con le tre dita: pollice, indice e medio.
L’elenco potrebbe continuare di molto….

 

(**) Vedi foto sopra

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