LA STRADA VILLANOVIANO-ETRUSCA DA FIESOLE (E FIRENZE) VERSO IL MUGELLO

Veduta di Montesenario dal Tempio arcaico di Fiesole

Foto n. 1 – Fiesole Scavi etruschi. Il tempio arcaico etrusco (circa VII-VI sec. a.C) con la facciata rivolta verso Est. Sullo sfondo, in direzione Nord, indicato dalla freccia rossa, è ben visibile, a occhio nudo, il  Monte Senario, dove, recentemente, ho ritrovato e identificato un tempio megalitico e altre ‘risultanze’ di epoca proto-villanoviana e villanoviana, etrusca e romana. La strada villanoviano-etrusca lambiva la vetta del Monte Senario e proseguiva in direzione Nord, verso il Mugello, come indicato nella foto n. 2
Noi abbiamo sempre pensato (con le dovute eccezioni) che gli Etruschi venissero dall’Ovest, per capirci dalle ‘Maremme’ (come le definiva l’archeologo Giulio Lensi Orandi) e, durante un arco di tempo molto lungo, si siano spostate verso l’Emilia e la Romagna ed ivi si siano stabilite. Non sempre le ‘testimonianze’ archeologiche, storiche, etc. ci confermano questa ‘migrazione dall’Ovest verso l’Est. Talvolta è. anzi, il contrario (vedasi il ritrovamento, ad esempio, del tempio Megalitico di Montesenario che farebbe pensare ad una ‘migrazione’ in senso opposto, cioè dal Nord verso Sud).

Foto 2-3-4 – Il tempio megalitico II Millennio a.C da me identificato sulle falde del Monte Senario (lato Polcanto), in parte distrutto (forse in epoca celtica o romana) con i disegni antropomorfi che ho ritrovato all’interno della ‘cella’ posta al limite di un lungo ambulacro. I disegni raffigurano ‘oranti’ inginocchiati davanti al simbolo del dio Sole (un puntino con otto raggi intorno)

Siamo nel campo delle ipotesi ed è difficile avallare questa o quella teoria. Sembrerebbe certo è che le popolazioni Villanoviane, Protovillanoviane e Neolitiche, abbiano i seguito un percorso, nelle loro ‘migrazioni’ (ovviamente in un lungo arco di tempo), da Nord verso sud (per capirci, dall’Emilia Romagna alla Toscana); mentre, sembrerebbe, che le ‘migrazioni’ etrusche (a partire da circa il VII sec. a.C) abbiano seguito l’itinerario inverso (cioè dalle Maremme all’Emilia Romagna).

Copia di Cartina Mugello part

Foto n. 5 – La pianta del Vicariato di Scarperia (sec. XVII, Archivio di Stato di Firenze) ci mostra, con due frecce rosse, quale doveva essere, in linea di massima (non particolareggiato) il percorso della strada villanoviano-etrusca da e verso il Mugello e l’Emilia Romagna

A parte queste ipotesi, resta invece la realtà dei fatti e cioè i percorsi stradali, gli idronimi, i toponimi, etc. . Una strada villanoviano-etrusca (e forse anche precedente) doveva, per forza di cose, congiungere Fiesole (e Firenze) con il Mugello, oltrepassando il crinale di Montesenario (dove si trova un tempio megalitico da me scoperto e identificato). Un primo percorso, di crinale o di mezza costa univa due punti-chiave: Fiesole (e Firenze) (1)-Montesenario, questo sarebbe documentato da una epigrafe o pietra miliare (sempre da me ritrovata) in cui si legge in lingua etrusca sinistrorsa “FISL IX”, cioè “per Fiesole IX”.

SECONDA EPIGRAFE FIPSL IX

Foto n.6 – Questa è la seconda epigrafe etrusca da me ritrovata a Montesenario. Come si può ben vedere la scritta è stata (volutamente e in epoca imprecisata, forse romana) corretta e abrasa per cancellare il ricordo di passate civiltà che abitavano questi territori. La scritta, tuttavia è ancora ben leggibile FISL IX

L’altro tratto di strada villanoviano etrusca avrebbe unito il “monte sacro” (Monte Senario, sede di tempio solare megalitico)  con il Mugello giungendo a Cardetole e Livizzano (oggi Lezzano) per proseguire verso Senni (toponimo di origine etrusca), Luco (toponimo origine etrusca confluito nel latino), per poi oltrepassare la catena Appenninica verso l’Emilia Romagna. Ovviamente trattandosi di periodi di storia così lontano da noi, e potendosi avvalere solo di pochissime ‘testimonianze’ archeologiche, tutte le notizie esposte in questo mio articolo vanno ‘maneggiate’ con estrema cautela, o come si usa dire “con i guanti”, lasciando sempre aperta la ‘porticina’ ad eventuali nuove e, perché no, ipotesi e scoperte  più valide delle mie.
Paolo Campidori, Copyright
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(1) Non dimentichiamo che Firenze era una città-villaggio villanoviana. Essa era ubicata all’interno della “città-quadrata”. Durante gli scavi di inizio Novecento furono ritrovati gli stanziamenti, vicino al fiume Arno e una necropoli villanoviana, con oggetti tipo urne cinerarie, e vasellame in bucchero e utensili vari. Uno studio su Firenze villanoviana (serio) ancora non è stato fatto, speriamo che gli Enti preposti (Soprintendenza Archeologica) inizino uno scavo sistematico e scientifico inteso all’individuazione dell’antica città ubicata sulle rive dell’Arno