IL MENHIR CICLOPICO DI MONTESENARIO: UN TEMPIO DEL SOLE?

Tempio dio sole a Montesenario?


Ormai si può affermare con una certa convinzione, ma anche ‘sicurezza’, dopo approfonditi studi da me fatti sul Menhir di Montesenario che si tratta di una costruzione ciclopica, non di una delle tante bellezze maturali ‘create’ dalla natura. Questo Menhir è stato costruito proprio dall’uomo in un periodo in cui è difficile fissare i confini storici, che tuttavia, possiamo collocarlo fra il III e il I millennio a.C.E’ una costruzione, che per le sue caratteristiche, senz’altro si può definire come ‘ciclopica’. Esistevano dunque i ciclopi? A giudicare da questi massi che sono stati collegati e messi uno sopra all’altro per formare un tempio, oppure un osservatorio astronomico, la risposta potrebbe anche essere affermativa. Secondo la Bibbia i ciclopi (persone molto più grandi della media) sono realmente esistiti, e il gigantesco ‘edificio’ di Montesenario, comprova che questa sarebbe la prova più evidente. Si tratta di massi lunghi una ventina, forse più, e alito alcuni metri, forse due-tre, dei grossi parallelepipedi irregolari che sono stati trasportati (NB) per un tragitto più o neo lungo. Una volta arrivati a destinazione sono stati sollevati per decine di metri dal pianoro sottostante a quello superiore, massi che pesano centinaia di tonnellate. Questi ‘ciclopi’ che non
saranno stati grandi come la Bibbia ci tramanda (su ciò che c’è scritto sulla Bibbia, bisogna sempre fare una certa tara, non perché la Bibbia sia falsa, ma perché i testi, a quei tempi, venivano tramandati di padre in figlio, oralmente. Quindi è possibile che un’aggiuntina oggi, e altre nel corso dei secoli, sia diventata una cosa sproporzionata. Faccio un esempio, se in una battaglia gli Ebrei avevano ucciso 1000 persone, secondo quanto risultva il giorno della battaglia, poteva capitare che questi diventassero 10.000….e a”nche 100.000…). Tutti i libri della storia, tramandati oralmente vanno “presi con le tenaglie”, come si dice. Questi ‘ciclopi’, primi abitanti delle colline del Mugello (non saprei come chiamarli altrimenti) e, in particolare, coloro che hanno vissuto per secoli, anzi millenni, sulle falde del Monte Senario, in epoca preistorica cosa hanno costruito? Sicuramente questo tempio, di cui restano vistosi avanzi, il cui sito sito da me identificato per la prima volta, è stato da me ribattezzato come “Casa della Principessa (*)”. Dirò ancora di più, per me quello doveva essere un tempio dedicato al dio Sole. Perché affermo questo? Per tutta una serie di motivi che è molto difficile sintetizzare. Dirò solo che nelle strade di questo territorio e nei boschi ho ritrovato numerosissime pietre con simboli particolari, fra questi, un punto centrale,
circondato da altri cinque-sei puntini disposti intorno allo stesso, chiaramente sta a significare la sfera del Sole, con i suoi raggi intorno. Questo simbolo, di solito, è accompagnato da altri simboli, di natura e valenza diversa, come gli ometti, da me definiti, “protovillanoviani”, nelle pose più disparate: saltano, corrono, allargano le braccia, si portano le mani sugli occhi, inginocchiati, in adorazione, etc. etc. Altri simboli si trovano su questi ciottoli e rocce: punte di freccia, indicazione dei punti cardinali a forma di croce, linee segmentate, per indicare le distanze di un percorso, specie di mappe, etc. Cosa volevano comunicare questi “ometti” l’esistenza di un villaggio? di un tempio? Oppure qualcosa di tragico, sconvolgente, di origine umana o naturale (terremoti, grossi smottamenti naturali….? E’ un mistero! Bisogna calcolare, inoltre, che questi disegni di “ometti protovillanoviani” e altra simbologia, si riferiscono a un periodo più recente rispetto a quello ‘ciclopico’, riferibile al menhirs, e alle grotte sparse un po’ ovunque nel bosco; e, nondimeno, delle mura ciclopiche, che sono state da me ritrovate per prima, e, mi hanno condotto in seguito al tempio del Sole. Il culto del Sole veniva praticato dalle popolazioni che ‘frequentavano’ o che vivevano sulle pendici di Montesenario. Il tempio era formato da un lungo
ambulacro, composto da macigni colossali e lastre altrettanto grandi. Impossibile, per noi, pensare di
smuovere e di mettere in opera macigni così colossali. Erano talmente forti questi ‘ciclopi’? Quale era la tecnica da loro adottata per ‘maneggiare’, erigere grosse muraglie (come quella che si trova a Sud di Montesenario), per costruire questi templi che ricordano tanto da vicino la molto più famosa Stonehenge che si trova in In ghilterra? Eppure questi enormi macigni sono stati trasportati (con cosa?), sollevati (con l’ausilio di funi resistentissime?), collocati. Inoltre molti macigni sono stati lavorati, ‘tagliati’, sagomati, forati (per fissarvi dei pali?), insomma, non sappiamo con quali mezzi essi abbiamo realizzato queste costruzioni. Inoltre, questi massi sono stati anche ‘lavorati’, ad esempio per fare degli incastri affinché i massi rimanessero più fermi (come cementatati fra di loro, ma in realtà sono opere “a secco”).
Purtroppo, come si può dedurre da ciò che resta di questo ‘menhir’, un bel giorno, qualche cosa di disastroso deve essere accaduto di enormi proporzioni: un invasione di popoli, una guerra fratricida, un evento naturale, tellurico o uno smottamento? Qualcosa deve essere successo. Escluderei l’ultima opzione, in quanto se la causa
responsabile fosse stata un terremoto, essa avrebbe interessato tutta la zona, mentre, queste distruzioni si registrano solo in alcuni siti di Montesenario: sito del Tempio, delle mura ciclopiche che si trovano a Sud e nella parte occidentale delle pendici, presso la grotta detta di San Manetto. Lasciamo quella che fu la conclusione di una civiltà durata forse alcuni millenni ed occupiamoci del tempio. Dicevamo che lo stesso tempio è posizionato in direzione Nord- Sud, mentre sul lato Est, dove sorge il Sole, si aprono delle finestrine, realizzate a mano, con utensili rudimentali. Viene subito da pensare che il tempio potrebbe essere stato anche un osservatorio, per l’adorazione del Dio Sole nascente (nasce ad Est), E’ opinabile che queste popolazioni ‘ciclopiche’ (preistoriche), adorassero in ginocchio il Sole nei pochi minuti in cui faceva capolino dietro le montagne, fino a diventare una enorme palla brillante. Gli Etruschi, più tardi, pur avendo mantenuto questa forma di adorazione del Sole, come unico loro vero Dio, lo avevano simbolizzato con una enorme croce uncinata (arpionata), che saliva le montagne arrampicandosi con questi arpioni (o uncini), simbolo, molto più tardi detto ‘svastica’ o croce uncinata.
Quanto dico, non è supposizione ma è documentato in un disegno in nero all’interno di quella che era la
‘cella’ del tempio. Due persone disegnate con la tecnica tipica “proto-villanoviana”, insieme ad un’altra più piccola (forse babbo, mamma e figlio- a) sono inginocchiati, con le braccia e le mani aperte, la testa un po’ reclinata all’indietro, in atto di adorazione del Dio sole, un puntino con diversi raggi, che si trova sopra di loro. Credo che non ci siano più dubbi. Il territorio intorno alla cima del Montesenario era abitato fina dalla Preistoria, era un popolo religiosissimo che adorava il Sole, forse era anche un popolo pacifico, che viveva di caccia e di allevamento. Non è meraviglioso tutto questo? E, forse, non è neppure molto ‘fantasioso’ pensare che gli Etruschi, derivammo da questi popoli preistorici che abitavano le colline del Mugello, una di queste era Montesenario.Paolo Campidori, Copyright http://www.culturaetrusca.blog paolocampidori@yahoo.it paolocampidoriarte@gmail.com

Menhir Montesenario

 

Montes menh interssante veduta del fungo (domen) e parte copertura

 

Masso ciclopico a menhir Montesena

 

Uno dei massi ciclop del menh di Montes

 

Uomini ciclopici montesenario menhir

 

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Montesenario menhir grotta interno

 

Paolo Campidori, Copyright

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