GLI ETRUSCHI POTEVANO VENIRE DA MOLTO LONTANO?

Dicomano – Museo Archeologico, particolari della “Stele di Londa”. La donna che doveva appartenere alla alta nobiltà, forse una principessa è raffigurata seduta, segno di ‘stabilità’, di potere tenuto “saldamente nelle mani”. Al collo ha una vistosissima collana d’oro che ricorda molto  i gioielli dei popoli del Mesoamerica e Sudmerica,  antenati degli Incas, Maya, Atzechi, etc.  Indossa un vestito (mantello) con un cappuccio che le copre la capigliatura, pettinata all’indietro e terminante con una  crocchia, composta da una treccia avvolta a cerchio e fermata dietro al capo ed aveva la  forma di una  ‘chiocciola’ (coclea (lat.), chiocciola) (*); il cappuccio le copre anche le orecchie. I profili somatici della donna sembrano ‘ricalcare’ in modo impressionante quelli delle antiche popolazioni della Mesoamerica. La somiglianza con le tombe etrusche (vedi foto sotto) è impressionante. Cito, ad  esempio,  la tomba “a edicola” della necropoli di Populonia-San Cerbone presso Piombino (Livorno)

Ritengo che sia quasi matematicamente impossibile che gli Etruschi di Poggio Colla (seguono fotografie da me scattate oggi 21 gennaio 2018 al Museo di Dicomano) non conoscessero o non fossero ‘imparentati’ con gli Etruschi che abitavano le pendici di Montesenario (Firenze), oppure con gli Etruschi di Londa, di Frascole, etc

Nelle foto che seguono, ho voluto mettere in risalto, con dei primi-piani fotografici (foto scattate da me ieri 21 gennaio 2018) il volto e i lineamenti della donna effigiata nella “Stele di Londa” conservata al Museo Archeologico di Dicomano (Firenze).  Esaminando bene  i ritratti della “donna seduta” di Londa,   mi sembra che le sue origini appartengano  più un popolo vicino alle popolazioni del Mesoamerica e Sudamerica, piuttosto che a genti asiatiche o orientali e, tantomeno, a popoli europei.  Nota bene, io mi riferisco alla donna scolpita su questa stele. Escluderei, in maniera assoluta di voler generalizzare; sappiamo infatti che gli stessi etruschi definivano le loro “città-stato” (‘rasnal’) come agglomerati di popolazioni composte da diverse etnie, ed usavano la parola ‘mezcla’, per indicare questa  “mescolanza di razze”, che componevano i loro popoli, e che si erano date delle regoli comuni politiche, amministrative, religiose, culturali etc. da applicare a tutti coloro che abitavano in questi territori. Sappiamo inoltre che le stesse “città-stato” etrusche erano governate da re o da alti magistrati, appartenenti alle famiglie più nobili).

Certo ci vorrebbe un paleontologo, anzi più paleontologi (e ce ne sono di molto specializzati) per dare un parere in merito. La testa che presenta una calotta allungata, mi farebbe pensare a etnie africane, ma qui non si tratta di “teste allungate, bensì di trecce di capelli, raccolti in ‘crocchie’, coperte da una specie di cappuccio, che fanno apparire una testa allungata.  Il naso e le labbra sono alquanto pronunciate, mentre la parte frontale è schiacciata e molto ‘arretrata’, e forma una specie di ‘scivolo’, ovvero una linea quasi  continua (con  la tempia,  appena pronunciata e rialzata);   gli zigomi sono  molto sporgenti e le mammelle turgide e prominenti.

Stele londa da dietro

Le somiglianze fra la defunta della “stele di Londa” con con quelle degli antichi abitatori della Mesoamerica, sono impressionanti e, sembrerebbe di poter dire che un forte legame ci sia stato, molto tempo fa, fra Etruschi e popoli antenati delle civiltà pre-colombiane.  Forse qualcuno si scandalizzerà, ma anche queste sono ipotesi da prendere in considerazione. Anche perché ci sono dei veri ‘misteri’ che, in qualche modo, ci spingono verso queste che ormai non sono più solo opinioni, ma realtà. Solo un paio di esempi:  Tanaquilla è un nome tipicamente sud americano e lo stesso  nome lo ritroviamo nelle epigrafi etrusche dal VI sec. a.C in poi: Tanxvil (Tanaquilla). Mamaquilla, poi era un altro nome tipico di quelle popolazioni, e con questo nome si indicava la Luna (da essi adorata più del sole).

Ma non finisce qui. Avete presente le grandi mura etrusche di Vulci, di Cosa, di Fiesole, ebbene la stessa tecnica costruttiva la ritrovate a Macchu Picchu, tanto per fare un esempio, oppure  presso i popoli andini con i massi incastrati a perfezione, come un mosaico.  Che dire poi delle famose piramidi di Bomarzo? Che non sono la stessa cosa delle piramidi egiziane. Che dire della gioielleria antica pre-colombiana?   Perché gli Etruschi erano bravissimi orefici, nonostante che non possedessero miniere d’oro?

MURA MACCHU PICCHU

Voi direte non è possibile, “ci stai raccontando ‘balle'”, poiché gli Italiani, per primi, con Cristoforo Colombo, nel 1492 hanno scoperto le Americhe. Io posso dirvi,dopo aver analizzato bene le cose,  con una certa sicurezza, che noi  abbiamo scoperto l’America, ma molto prima, qualcuno ha scoperto noi!

Sicurezze assolute? Nemmeno una. Ipotesi tante, tutte da vagliare e da prendere in considerazione.

PAOLO CAMPIDORI

 

Note:

(*) Il Menhir da me identificato a Montesenario (lato Polcanto), sulle mappe dei sentieri indicato come un normale “masso, bellezza naturalistica” viene segnalato come  “Masso del Fuso”. Io invece, dopo averlo o identificato come un Menhir del periodo Neolitico,  l’ho ribattezzato (dalla forma della copertura della cella):  “Masso della chiocciola“, o “Tomba della Principessa” (individuando nello stesso una probabile tomba principesca .