FORSE A MONTESENARIO UN VILLAGGIO DI ABORIGENI DEL NEOLITICO CHE VIVEVANO NELLE GROTTE?

menhir uno

Montesenario Menhir neolitico
Mi sto convincendo sempre di più che sulle pendici intorno al Montesenario viveva un agglomerato umano di aborigeni dell’età del Neolitico, che vivevano in grotte. La parte che guarda Polcanto, ad est, è la meglio conservata, ma, dappertutto sulle pendici del Monte si vede distruzione, ovunque massi rotolati, edifici (torri, fortificazioni, scale) distrutti.

menhir due

Montesenario, lato Polcanto, menhir neolitico

Non si riesce a capire (fino ad un certo punto però) se tali distruzioni sono dovute alla mano dell’uno, oppure, se si tratta di fenomeni naturali. Ora, voi sale meglio di me (specialmente chi abita in zona) che tutto il territorio di Montesenario (e le pendici in particolare) sono zone, in parte ‘carsiche’, all’interno delle quali si sono formate grosse riserve idriche, dentro enormi grotte ed in parte, questo ‘carsismo’ è dovuto a cause telluriche, originate nel corso dei secoli.

menhir tre

Montesenario-Monteronzoli menhir neolitico

Se, come è giusto, bisogna prendere in considerazione questa ipotesi naturale, è ancor più giusto dar credito a ciò che gli ‘aborigeni’ (non saprei come definirli) hanno cercato di comunicare a noi posteri. Infatti i disegni e i graffiti con i famosi “ometti”, che si ritrovano anche negli nossuavi villanoviani, nelle loro pose, si portano le mani sulla testa, coprendosi gli occhi, saltano e si inginocchiano comunicandoci gesti di disperazione.

menhir quattro

Montesenario lato Est Menhir neolitico

E’ chiaro che questi aborigeni, hanno subito qualcosa di terrificante, qualcosa di talmente spaventoso che li ha costretti a rifugiarsi nei boschi. Vi dirò che sono proprio questi “ometti” che piano piano, poco alla volta, mi hanno condotto a quello che era il loro Santuario, con mil tipico tetto a grossi massi, disposto come un guscio di una chiocciola. La parte che si è conservata meglio è quella che guarda Pocanto, lato Est di Montesenario, a circa 500 metri in linea d’aria. Io ci sono stato oggi pomeriggio, e questa ipotesi, del villaggio neolitico, cioè di oborigini che vivevano in grotte (menhirs), sarebbe, secondo me, da prendere sempre più in considerazione

MONTESENARIO DA MONTERONZOLI

La veduta (appena ingrandita) di Montesenario dalla spianata di Monteronzoli

Forse coloro che hanno distrutto il Santuario, hanno risparmiato qualche grotta, ma mi sembra di dover avvalorare l’ipotesi che lo scopo principale dei colonizzatori i ‘colonizzatori’ era quello di uccidere più gente possibile e di cacciare via i superstiti per sempre dal loro territorio. Questo pomeriggio ho anche fatto un’altra scoperta, che non è da poco.

LA SPIANATA DEL CASTELLO DI MONTERONZOLI

Monteronzoli (Montesenario) La spianata dove sorgeva il Castello, documentato anche nell’Alto Medio Evo

IL castello, la fortificazione, le torri (saranno gli scavi a determinare con sicurezza quello che vi era sul pianoro di Monteronzoli), giacciono sotto uno strato di terra di 4-5 metri e sono visibili (de visu) dal ‘castellane’ (ora Convento) di Montesenaerio. Però, il giro delle mura, che mi sembra posteriore, al villaggio preistorico, non è di forma quadrata, ciò che faceva pensare ad una torre, ma le mura (penso si tratti di fortificazione) sono stondate agli angoli. Un altro tassello che si aggiunge alla complicata storia di Montesenario.
Paolo Campidori, Copyright
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Nelle foto 1-2-3 Menhirs neolitici
Foto 4 Montesenario come si vede esattamente da Monteronzoli
Foto 5 La spianata del castello di Monteronzoli

ATTENZIONE: BOZZE DA RILEGGERE E DA CORREGGERE