UNA STORIA ‘SCABROSA’? (RACCONTO DI PAOLO CAMPIDORI)

Nascita di Venere
Georgie e Mary si erano conosciute quasi per caso. Ma un dì il destino volle che le due ragazze si trovassero a tu per tu nello stesso luogo di lavoro, Georgia a fare la centralinista e Mary a fare la ‘fisioterapista’ in un Istituto di bellezza nel centro della città. Fu il destino? Fu il caso? Difficile dirlo. Georgie aveva tratti abbastanza maschili, due cosce “extra large”, due bicipiti da marinaio, e un paio di poppe che faceva dondolare in sù e in giù, in lungo e in largo, e camminava con un passo ondeggiante simile a quello di un cammello. Questi seni, un po’ smisurati conferivano a Georgie una certa sensualità, tanto che gli uomini non si risparmiavano a lodare tanta ‘abbondanza’ della natura. Mary, era un tipo molto diverso da Georgie. Un bel personalino, un lato B che faceva la sua figura e aveva occhi belli grandi e blu, con capelli castano chiari. Come carattere le due ragazze erano totalmente diverse: estroversa Georgie, riservata Mary. Georgie, che era di origine inglese ed aveva lavorato nei pubs dei bassifondi londinesi, non disdegnava di parlare di sesso, anche se i suoi modi erano rozzi, ma sprizzava sensualità da tutti i pori. Mary, era stata assunta nell’Istituto di bellezza nel centro di Firenze, con la ‘clausola’ di essere ‘carina’, gentile, con le signore che venivano a depilarsi e a darsi i massaggi su tutto il corpo. Gli occhi della ragazza, spesso cadevano con una certa insistenza su quei punti che generalmente le donne amano tenere più nascosti. Alle clienti piaceva la ‘femminilità’ di Mary ed era compensata da buone critiche e ricche mance, talvolta ricchissime. Non una sola volta, qualche bella cliente si era rivolta a lei con modi gentili, educati e, perfino con ‘tenerezze’, per lo più carezze, niente di più. Mary contraccambiava la gentilezza, i sorrisi, gli sguardi intriganti e quando tornava a casa era ancora permeata di questa aura di gentilezza che mostrava nel suo volto solare.

 

 A tanta gentilezza, purtroppo, suo marito, un uomo rude e dai metodi spicci, Mary veniva ‘ripagata’ dal sorriso beffardo del marito, che spesso la maltrattava. Fortunatamente la coppia non aveva bambini e la sera se ne stavano in disparte: il marito a vedere la televisione, Mary a leggere i libri o della Allende, che amava tantissimo, e della quale aveva letto tutti suoi romanzi. Una mattina presto, prima di partire,  aveva ricevuto una ‘partaccia’ dal marito, e lei a sua volta aveva risposto per le rime, mettendosi a piangere. Mary, aveva in fretta e furia acceso la sua Smart ed era corsa come una matta per le strade cittadine fino all’Istituto di bellezza dove lavorava. Qui al centralino, come ogni mattina c’era Georgie, che l’aveva salutava con un sorriso a piena bocca. Da questo momento Mary capì che fra lei e Giorgie poteva nascere una bella amicizia. Così ogni mattina Mary, portava qualche fiore, qualche pasticcino a Georgie e, la riempiva di coccole, di carezzine, di baci innocui.

 

 A Giorgie faceva piacere essere trattata con dolcezza, e spesso si chiedeva il perché di tanta simpatia e tanta gentilezza nei suoi confronti. Mary che non aveva le idee chiare, neppure lei, osò fare un invito alla amica; un pranzetto a base di pesce in una dei ristoranti più famosi di Firenze. Dopo aver degustato un risottino, e una “pepata” con le cozze Mary si rivolse a Giorgie con una frase forte: “Lo sai che sei sexy?” Giorgie, dal canto suo, amava le coccole e amava le gentilezze aveva sorriso e i suoi occhi si erano illuminati. Giorgie chiese a Mary dove avesse trovato questa sensualità. “Nelle tue poppe” rispose subito Mary. “Hai ragione -disse Giorgie – ho le poppe grandi e grandi capezzoli, e non appena me le sfiorano vengo…”. Mary si era talmente eccitata che le era passato anche l’appetito. Mary di scatto le disse: “Giorgie andiamo a casa? Non ho più fame”.  Giorgie acconsentì, salì sulla Smart e dopo appena qualche centinaio di metri, Mary si rivolse a lei con parole gentili, sensuali, e anche carezzandola un poco sulle guance. Poi fermò di scatto la sua Smart. La carezzò di nuovo, passandole dolcemente la mano sulle sue guance, poi a un certo punto Mary si voltò di scatto per baciarla nella bocca. Giorgie che fino a quel momento aveva accettato le ‘coccole’ si voltò di scatto verso l’amica dicendole: “No, questo no, mi dispiace mia cara, ma questo non mi va, fallo con

qualcun’altra!”. Dicendo questo aprì la portiera dell’auto e s’incamminò fino alla fermata del tram e con quello tornò a casa. Giorgie non volle più vedere né sentire Mary, e quando passava si voltava dall’altra parte. Dopo questa cocente delusione Mary decise di cambiare posto di lavoro e anche di città.
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