DUE NUOVE TEORIE DELLE ORIGINI DEGLI ETRUSCHI FORMULATE DA PAOLO CAMPIDORI, DA AFFIANCARE A QUELLE GIA’ ESISTENTI?

CONIUGI ETRUSCHI DI VOLTERRA

Seguendo i canoni, ormai ‘fossilizzati’ formulati dai cosiddetti capi-scuola, che riguardano le origini degli

Etruschi (meglio sarebbe definirli Villanoviani- Etruschi), riproporremo le suddivisioni, ormai ‘cementificate’, ad uso e consumo delle scuole di tutti i gradi, università comprese. Quella che mi sembra reggere il passo con i tempi, nel senso che trova meno ostracismi, da parte degli studiosi ritengo sia quella del notissimo archeologo, capo-scuola Massimo Pallottino, che dopo aver elencato le varie “teorie delle origini” del passato e del presente, nel suo libro “Etruscologia” (una pietra miliare nello studio della scienza etruscologia), ne ha formulata una nuova tutta sua, che analizzeremo qui di seguito. Ma, dato che lo studio dell’etruscologia è in evoluzione, e cambia, non dico minuto dopo minuto, ma certamente giorno dopo giorno, vorrei mettere al corrente di due nuovi aspetti o due nuove teorie, da me formulate, delle quali credo, bisognerebbe tenerne conto.

BRONZETTO ETRUSCO CON I CAPO ?

Le teorie sulle origini, secondo il Pallottino potrebbero essere riassunte brevemente come segue:

a) TEORIA ORIENTALE: “….. facile spiegazione di alcune caratteristiche “orientali” della civiltà etrusca”. Questa tesi è la più nota e accettata in tutto il mondo;

b) TEORIA SETTENTIONALE: riguarda la “discesa degli incineratori dalle terremare verso l’Italia peninsulare. Tra questi sarebbero stati non soltanto

gli Italici, ma anche gli Etruschi”;

c) AUTOCTONOMIA: “Considerati i legami fra l’etrusco e le lingue pre-indoeuropee nel Mediterraneo, il popolo etrusco non sarebbe giunto in Italia dopo gli Indo-Europei, ma rappresenterebbe invece un relitto delle più antiche popolazioni pre- indoeuropee, una specie di isola etnica…”

d) TEORIA DELLA FORMAZIONE IN LOCO: (formulata dallo stesso Pallottino).: a questo scopo scrive il Pallottino: “si potrà discutere di una origine di una provenienza per ciascuno di tali elementi (lingua, costumi, etc,. NdR); ma per il fenomeno complessivo che essi determinano, il concetto più appropriato sarà quello della formazione. Perché tale osservazione risulti più chiara noteremo che nessuno pensa di chiedersi donde provengano gl’Italiani, o i Francesi…..etc.”.

Io aggiungerei però che è lecito chiedersi, ad esempio, da dove provengano gli Americani attuali degli Stati Uniti d’America

ETRUSCO DI POGGIO COLLA

Alle tesi summenzionate io aggiungerei due mie tesi sulle origini dei “Villanoviani-Etruschi” da me formulate:

e) L’INDIVIDUALITA’ (E LA DIVERSITA’) DELLE ORIGINI DELLE SINGOLE CITTA’ STATO

ETRUSCHE

La mia teoria sulle Origini degli Etruschi si basa sul seguente principio: ad ogni città -stato (o territorio specifico etrusco) si deve riconoscere una propria origine, quasi sempre, ma non necessariamente (non obbligatoriamente) DIVERSA DALLE ALTRE “CITTA’-STATO”. In altre parole dobbiamo riconoscere ad ogni singola città un percorso storico individuale, specifico, variabile da città a città . Ad esempio, le origini di Vetulonia, possono essere diverse da quelle di Cortona, come quella di Tarquinia, diversa da quella di Chiusi, etc. In altre parole ogni singola città ha il suo “percorso storico particolare”, ed è proprio per questa ragione che gli Etruschi si definivano una “MEZCLA”, cioé una ‘mescola’, ovvero, una federazioni di Città-Stato che avevano ciascuna una propria storia, ma che si riconoscevano NEI PRINCIPI BASILARI E FORSE ORIGINARI tipo quello della della religione, della lingua, delle feste, delle ricorrenze religiose, etc.;

f) LO “STILE ETRUSCO”

Ma di un altro fatto dobbiamo tenere conto quando si parla di origine dei “Villanoviani-Etruschi” ed è quello dell “STILE ETRUSCO”. I “Villanoviani-Etruschi” avevano uno stile tutto particolare, che non mirava alla creazione del ‘bello’ ma alla creazione dell’utile. Un oggetto, un manufatto era buono se era funzionale

allo scopo per cui era stato fatto. Specialmente per tutto ciò che concerneva la liturgia religiosa. Quindi l’arte degli Etruschi, contrariamente a quanto si vorrebbe far credere, con corrisponde a nessun canone, né a quello greco, né a quello romano. E’ un tipo di arte a sé, dove, vi si trova sempre un ‘pizzico di ‘grezzo’, di “non-finito”, di rozzo, di poco elegante (anche nei manufatti più belli), ma proprio per queste caratteristiche l’arte etrusca è arte eccellente! I manufatti troppo belli, troppo rifiniti, molte volte sono oggetti di importazione. Per questa ragione l’arte etrusca si differenzia moltissimo da quella greco-romana, in cui lo scopo principale dell’oggetto o del manufatto, sta proprio nella bellezza, nello stile, nella precisione, nell’aulicità , etc.

Paolo Campidori, Copyright paolocampiodoriarte@gmail.com

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