FRA ETRUSCHI, ROMANI E CRISTIANI – IL “PAESE DELLE GUALCHIERE” CON PIU’ DI DUEMILA ANNI DI STORIA

girone ponte romano

Il ponte Etrusco-Romano del Girone indicato anche dallo storico Giovanni Villani come “ponte degli Etruschi

Le bellezze artistiche nella chiesa di San Jacopo al Girone (Fiesole-Firenze)

Nella parete sud della chiesa c’è una bellissima vetrata che ci ricorda il tema simbolico “Il Sole che sorge”, tema tanto caro agli Etruschi, i quali individuavano nel “Dio Sole” il “Dio Nostro” (*), quello dei Cristiani  e che  quindi ci conferma una continuazione, senza interruzioni, fra la liturgia (NB: parlo di ‘Liturgia) cristiana e quella etrusco-romana.
Ci sono altre bellezze artistiche importanti (oltre  la ‘noitevolissima’ vetrata) nella chiesa di San Jacopo al Girone, Girone, paese dove io abito (Comune di Fiesole), che  meritano di  essere viste. Una di queste è una bellissima Madonna col Bambino, forse facente parte, originariamente,  di un trittico o ‘pentittico’ (cioè composto dalla ‘pala’ centrale e altre quattro tavole, due per ogni lato della pala), ma adattata e deturpata  (secondo  gusti dei parroci e dei fedeli che cambiano nel tempo) a singola ‘tavola’ o ‘pala’ d’altare. Questa risulta  ben restaurata, e si trova  inglobata in una cappellina attigua alla chiesa dalle linee architettoniche moderne, che però, detto con sincerità non mi ‘garbano’ molto.

La chiesa di Candeli dal Girone

L’antichissima  chiesa di Candeli, già Abbazia in una foto presa dalla mia terrazza di casa

La Madonna Dugentesca, pre-giottesca, conserva i tratti della pittura bizantina (Madonna con occhi a mandorla, di tipo orientale, allato della Madonna, in alto, figurina simbolica della Madonna, che fila la lana (**) e il ‘caratteristico’ Gesù Bambino con il volto di uomo adulto (***) etc.). Il pregio aggiuntivo di questa ‘tavola’ dugentesca (o duecentesca) è la firma che l’Autore ha posto sul retro della stessa.  Questa tavola – se non erro .   si trovava nell’antico Oratorio di San Jacopo al Girone che era ubicato , a circa 500 metri dalla chiesa attuale, verso Nord,  sulla antica strada etrusca il cui tracciato  affiancava l’attuale linea ferroviaria.  L’edificio esiste ancora presso  dismessa stazione ferroviaria del Girone. La strada, già etrusca poi romana, , dopo aver varcato il ponte sull’Arno ( piloni in muratura e, forse,  il restante in legno) si dirigeva verso Fiesole, la “città-stato” Etrusca, la città-stato etrusca più a Nord (settentrione) della Toscana: un avamposto etrusco.

Chiesa di Candeli

L’antichissima chiesa di Terenzano sulla strada Romana, già Etrusca che da Girone saliva verso Settignano (Fiesole). Sia il toponimo Terenzano che quello di Settignano sono di origine latina e non sappiamo quali erano i nomi dei toponimi etruschi degli stessi

L’Oratorio, antichissimo, sorto verso il Mille d.C., era forse in precedenza un Tempio etrusco?… Viste le dimensioni non eccessivamente grandi, e l’orientamento Ovest-Est, potrebbe esserlo. E’ solo un’ipotesi mia.  Nella chiesa c’è un’altra opera d’arte notevolissima: un Crocifisso, bellissimo, attribuito al Gianbologna (Jean de Boulogne), francese (italianizzato in Gianbologna), artista Manierista, che ha attinto molto dalla ‘scuola’ del grande Michelangelo Buonarroti. Si tratta di un’opera d’arte notevolissima, che proviene, credo, dall’antichissima chiesa di Terenzano (anche questa posta sulla strada antichissima etrusco-romana. Purtroppo questo restauro non è riuscito benissimo.

Giambologna Girone Terenzano-1-1

Il Cristo di Gianbologna, un  autentico capolavoro dell’arte scultoria, già nei “magazzini-museo” della Curia  di Santo Stefano al Ponte.  Purtroppo ha subito un restauro tutt’altro che bello. Infatti, forse la colpa è della vernice finale (?),  l’opera d’arte ora assomiglia ad un manufatto di plastica. Sarebbe opportuno togliere la vernice finale e restituire così l’opera alla sua bellezza autentica. Il capolavoro scultoreo  si trova attualmente nella Chiesa di San Jacopo al Girone (Fiesole, Firenze)

In questo antico paese del Girone, a due passi da Firenze e non lontano da Fiesole, tutto parla di storia: etrusco-romana;  vedi ponte sull’Arno (un pilone in pietra e calce struzzo è ancora visibile, finché l’Arno non salirà di livello a causa delle ‘piene’); da qui (Girone) passava la strada Etrusco-Romana, saliva verso Terenzano, una strada molto in pendenza (agli Etruschi non facevano paura le salite) fino a giungere, in brevissimo tempo, a Fiesole.

CORSO DI BUONO 1280-90 Girone-1

Ma la località il Girone è stata molto importante anche nell’eAlto e Basso Medioevo. In questo paese, ‘colllegato’ all’altra sponda dell’Arno mediante un ponte alla località Candeli (più tardi sede di un’importante Abbazia benedettina,   a partire dal sec. XI esistevano le “Gualchiere” per ‘follare’ la lana per i mercanti fiorentini, le quali utilizzavano l’acqua dell’Arno, che, tramite canalizzazioni artificiali, muoveva le ‘gualchiere’ (nome di origine germanica)  generando  energia meccanica per muovere le macchine,  (processo di ‘follatura’).

 

FIESOLE TEMPIO ARCAICO

Fiesole Tempio etrusco arcaico. Le note sulla fotografia sono mie. Il tempio etrusco fiesolano è una delle maggiori attrattive di tutta la storia etrusca

La  produzione laniera  era sotto ‘tutela’ della  cosiddetta “Arte della Lana”, fiorentina,  poi divenuta Corporazione. Di queste antichissime ‘fullonicae’ o ‘Gualchiere’ (a seconda se ci si riferisce al periodo Romano oppure a quello medievale e Longobardo) dovrebbe esistere ancora qualcosa, ma, gli ambienti, già dall’Ottocento, di proprietà della Camera di Commercio di Firenze, sono stati alienati a privati  e godono quindi la tutela di normali edifici privati, mentre, è chiaro, che dovrebbero essere un patrimonio storico, tutelato dalle Soprintendenze e accessibile a tutti i cittadini. Non voglio essere polemico più del dovuto…..
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NOTE:
(*) ovviamente per chi è di religione Cristiana;
(**) L’ideale romano della donna, non corrispondeva a quello nostro moderno. La donna ‘ideale’ era colei che   corrispondeva al proverbio romano (o detto romano):  “Domum servavit, lana fecit” ((La donna, sottinteso, che…) “Accudì  la casa e tessè la lana”; la donna etrusca, sembra invece abbia goduto di maggiori libertà (?). Ma questo aspetto merita ancora attenzioni da parte degli studiosi;
(***) Anche questo simbolismo ‘mutuato’ dalla Chiesa cristiana, “delle origini” ,agli Etruschi, si riallaccerebbe all’apparizione (a gente etrusca) di uno strano  personaggio,  Tagete, un bambino, con le sembianze di un vecchio, che spuntò fuori dalle zolle, in un campo arato e iniziò, come si usa dire a “salire in cattedra” (figurato) insegnando, quella che verrà  poi chiamata “La disciplina etrusca”:  tutta una serie di norme che regolavano la vita civile e religiosa di questo popolo. Questi insegnamenti furono raccolti il libri (vedi ‘Liber linteus’) e, queste norme, dettate, oralmente, presero forma i “Libri delle feste religiose”; i cosiddetti ‘Fulgurales’ (lo studio dei fulmini), l’Aruspicina (lo studio delle viscere degli animali sacrificate durante le feste principali), e,  tutte le norme che regolavano i ‘giochi’, i Funerali, la vita civile in pace e in guerra;  etc. etc.

La religione etrusca, definita ‘pagana’ perché adorava gli idoli, e per questo detta anche idolatra, era concettualmente del tutto diversa rispetto a quella Cristiana, la quale, fin dalle origini, attinse alla Liturgia Romana (dell’Impero), che a sua volta aveva attinto dagli Etruschi, perché non aveva una propria Liturgia.   E’ chiaro che i Cristiani dovettero scendere a pesanti compromessi con Romani ed Etruschi (N.B. quest’ultimi non erano spariti, anzi! Essi erano anche potenzialmente pericolosi per l’esercito romano).  Per imporre il Cristianesimo, che non era una religione, nel senso stretto del termine  (infatti i Cristiani sono i diretti “seguaci di Cristo”, cioè testimoniano la presenza effettiva e storica della vita di Cristo e dei suoi insegnamenti: Vangelo)  i Cristiani dovettero venire a compromessi sia con i Romani, sia con gli Etruschi ‘romanizzati’, e non fu facile! Inoltre i Cristiani, non seguivano una liturgia vera e propria, come invece usavano Etruschi e Romani, dovettero (forzatamente) scendere a patti con gli stessi, incorporando le loro leggi, usi, costumi e, anche la loro Liturgia religiosa. Questo atteggiamento dei Cristiani è comprensibile se teniamo conto che gli stessi subirono ben tre secoli di persecuzioni!!!! Non dimentichiamolo….!

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