NELLA VAL D’ORCIA RIEMERGE DAL TERRENO (E DAI SECOLI) LA COSIDDETTA “DEA CULONA”, UN MANUFATTO PROTO-VILLANOVIANO (FINE II MILLENNIO A.C.)

Ho ricevuto una richiesta di ‘aiuto’ da parte di una ricercatrice abitante nella Val d’Orcia (Senese) a riguardo di un ‘manufatto’, facente parte, forse,  di un monumento statuario-megalitico, detto  della  “la Dea culona”. Siccome la cosa mi sembrava molto interessante e di interesse generale, per i miei lettori, ho chiesto all’interessata (scopritrice del manufatto) di autorizzarmi a pubblicare la sua richiesta e la mia risposta. Ed eccole:

Gent.mo Paolo Campidori,
eccoLe i glutei e la ‘vulva’ (*****) di quella che io chiamo “la dea culona” (130 cm di diametro)
Le faccio presente che questo luogo, nascosto tra le crete, si trova in linea d’aria a circa 2000mt da sepolture etrusche a camera con dromos, che lo dominano dall’alto di una collina.
Prima o poi, al di là delle mie supposizioni, vorrei davvero che qualcuno mi illuminasse.

Nicoletta Martello

 

Gentile Dr.ssa Nicoletta Martello, 

Come faccio a darLe un giudizio su un  frammento, seppur notevole, e anche scarsamente documentato? Le foto sono belle ma dovrebbero essere più particolareggiate, per un verso; più ‘generali’ dall’altro. Poi avrei bisogno di una piantina, anche fatta alla buona, di come sono esattamente dislocati i reperti, come sono direzionali (ad esempio Nord-Sud; Ovest-Est, etc.), dove si trovano esattamente (cartina topografica); inoltre, se ci sono frammenti  di un certo interesse; su quale tipo di pietra sono lavorati. Naturalmente andrebbe fatta anche ‘ “autopsia” (termine tecnico usato in linguistica etrusca per indicare la visione ‘diretta di un reperto o di una epigrafe (la parola è stata mutuata dalla chirurgia); se ci sono dei graffiti, oppure dei disegnini, infine, se possiede una foto fatta dall’alto (non Google), ma ad esempio con un drone o con un dirigibile (!!).

 Poi,  notizie di quando ha identificato i reperti, come mai sono emersi dalla terra? forse un cataclisma, un ‘dilavamento’ delle acque, dissotterrati da una ruspa, da un aratro? Insomma tutta una serie di elementi che, per forza di cose, prima di fare un’autopsia diretta, devono essere viste e studiate. Inoltre, non sono da sottovalutare le sue personali impressioni, i suoi appunti, se ce l’ha.. Inutili, o quasi, sono certi (non tutti) articoli fatti  archeologi tecnocrati e ‘tecnicisti’.   Sono degli specialisti di singoli reperti, si ‘innamorano’ di quelli e vanno avanti tutta la vita, così.

Sarebbe  essenziale capire anche lo “stile’ artistico” dei manufatti (*), e infine, il confronto con altri simili. Codeste forme troppo rotondeggianti della cosiddetta “dea culona”, mi ‘parlerebbero’ di Celti, di popoli venuti dal Nord dell’Italia, dalla Renania, dalla Westfalia, dalla Gallia in periodi proto-storici o proto-villanoviani, più precisamente verso la fine del II Millennio a.C. Come vede, la cosa presenta una certa difficoltà, ma ciò non toglie che io abbia la voglia  di aiutarLa. Già da ora Le dico, però,  che non sarà una ‘passeggiata’,  una cosa facile,  che si “fa lì per lì” (come un caffè), ma, la stessa,  comporta un certo studio preventivo. Le ripeto –  fare un ‘autopsia’ sul luogo prima di aver ‘vagliato’ e risolto, almeno in parte, certi ‘problemi’  sarebbe perfettamente inutile.

Ossuario a capanna

La casa, cosiddetta “capanna villanoviana” conservata nel Museo di Vetulonia
 Può certamente  contare su di me e sulle mie conoscenze. Purtroppo, i  miei studi, fino ad ora si erano concentrati su Etruschi e Villanoviani, e, ho dovuto documentarmi anche su questo periodo proto-villanoviano-“neolitico”  da non molto tempo, da quando ho ritrovato un bellissimo Dolmen, un megalite, forse un ‘Santuario”, forse una tomba principesca, o forse un osservatorio astrale,  nella zona di Montesenario (Vaglia-Firenze)-Polcanto (Borgo San Lorenzo-Firenze).

TEMPIO VEDUTA TOTALE

La foto del ‘dolmen’ proto-villanoviano, da me ritrovato e repertato nella zona di Montesenario-Polcanto (Firenze), la ‘località’ era già indicata nelle mappe sentieristiche come “Masso del Fuso”, da me ribattezzato come “Casa della Principessa” (***)

  Di questo periodo ho trovato molto interessanti certi riferimenti archeologici del Neolitico, , specialmente nella zona di Mores in Sardegna,etc. (**), ma ci sono bellissimi ‘dolmen anche nel Salento, in Sicilia, in Francia sulla Coste Rouge, in Inghilterra (dei quali il più conosciuto è ‘Stonehenge’).

Dolmen de Coste Rouge de Soumont

Bellissimo Dolmen sulla Coste Rouge (Francia)

 Però per procedere bene nello studio della “Dea culona” (almeno secondo il mio metodo di lavoro) sarebbe necessario cancellare tutti i nostri pregiudizi (****), le nostre intuizioni, certe nostre ‘sicurezze’ e aprire la mente a tutta una serie di ipotesi che potrebbero risultare tutte (o quasi) potenzialmente valide. Poi queste, sempre secondo il mio ‘metodo’ di studio, andrebbero ‘vagliate’ e, solo successivamente,  approfondire gli aspetti che si rivelano più credibili, insomma che danno più affidamento.

Dolmen di Sa coveccada Mores SS (Sardegna)

Dolmen di Mores in Sardegna

 Come vede, Dr.ssa Nicoletta Martello,  c’è un lavoro enorme da fare, io sono qua, La seguirò, “passo dopo passo”, tutte le volte che lo riterrà utile. Le posso però anticipare, che scoprire manufatti del Neolitico, nella terra che fu degli Etruschi e prima ancora dei Villanoviani, non è cosa da poco. Non pensi (spero di sbagliarmi) che la Soprintendenza Le venga in aiuto (sic!) guardi io ho passato una buona parte della mia vita nelle Soprintendenze alle Gallerie (tipo Uffizi, Pitti, Restauri, etc.), e sono, come già Le avevo detto,  sempre stato in ‘stretto’ contatto contatto con i Soprintendenti. So, come questi ragionano,  lo dico per esperienza..Non  aggiungo altro.

Le auguro buon lavoro e a risentirci quando Lei vorrà

PAOLO CAMPIDORI
Studioso della civiltà etrusca, Copyright

Blogs: http://www.culturamugellana.com,  www.paolocampiodorinuovoblog.wordpress.com

Paolo Campidori,  
paolocampidoriarte@gmail.com
Cell 331 455687

Gentile Dr.ssa Nicoletta Martello, La  informo che pubblicherò sul mio Blog “www.paolocampidorinuovoblog.wordptess.com” oppure “www.culturamugellana.com” questa lettera, in  quanto non ravvedo, nel contenuto della stessa contenuti personali, soggetti alla privacy, ma  argomenti interessantissimi di “interesse generale”. Se Lei ha qualcosa in contrario La prego di inviarmi una e-mail ed io provvederò alla immediata cancellazione della lettera-articolo

(*) Cosa più attinente a studiosi storici dell’arte che agli archeologi

(**) Altri dolmen interessantissimo si trovano a Monte Bubbonia (molto simili a quelli da me ritrovati a Montesenario)

(***) Intendendo per ‘casa’ una Tomba principesca (?)

(****) “Pregiudizi:  più difficili da disintegrare degli atomi” (Einstein)

(*****) Il linguaggio immediato e diretto allude ad un precedente scambio di corrispondenza e di documentazione fotografica

Grotte da me individuate a Montesenario (Firenze) usate nel periodo Proto-Villanoviano, forse da popolazioni Liguri (Celtiche)

Dolmen di Monte Bubbonia

Dolmen di Monte Bubbonia, molto simile a quelli da me repertati a Montesenario (Firenze)

Alcune note sulla scopritrice del reperto in Val d’Orcia (Siena): “La dea ‘culona’”

Nicoletta Martello

Nicoletta Martello, è un personaggio a dir poco ‘eclettico’ (anch’io sono in tale categoria -Vedi Prof. massimo Pittau): mamma di tre bellissimi figli, insegnante, ricercatrice naturalistica, campionessa (NB) di Tiro con l’arco, accanita ricercatrice di ‘testimonianze’ antiche (Etruschi, etc.), nonché grande camminatrice. Una donna davvero eccezionale. E’ originaria della città di Romeo e Giulietta (Verona), ma abita da tantissimo tempo  in Toscana,  sulle bellissime rive del Lago Trasimeno. E’ una donna sportiva, ama molto la natura! Qui la vediamo con un ‘rettile’ (forse un ramarro?) che mostra con non-chalance  al fotografo.

Per le informazioni e la foto su Nicoletta Martello ho attinto dall’articolo: “La donna che cammina” di Nicola Dal Falco