ometto che adora il sole intero

UNA SOLLECITA CONFERMA DAGLI STUDI DI PAOLO CAMPIDORI: IN ZONA MONTESENARIO-POLCANTO-VAGLIA UN TEMPIO PROTO-VILLANOVIANO PER ADORARE IL SOLE?

Dopo ripetute visite e attento studio in loco nonché uno scrupoloso esame delle fotografie che ho scattato all’edificio megalitico, che ho individuato qualche tempo fa in zona Montesenario-Polcanto-Vaglia, mi sono ulteriormente convinto che l’edificio megalitico, da me individuato, come tale, nei boschi intorno a Montesenario (lato Polcanto), sicuramente si tratta di:
a) un edificio di culto proto-villanoviano (XI-X sec. a.C.) (Foto 3-4-5);
b) che, più specificamente si tratta di un tempio dedicato al dio sole (vedi foto);
c) che i disegni antropomorfi che si trovano all’interno della cella, sono originali, di tale periodo, tratteggiati in nero, forse con carbone (Foto 1-2) ;

OMETTO VILLANOVIANO

Foto 2 – ‘Ometto’ di tipo villanoviano (figura intera) in atto di adorazione
d) che i disegni rappresentano in modo alquanto stilizzato uomini, in atteggiamento di adorazione (vedi disegno). In uno di questi disegni si distingue chiaramente un uomo (stilizzato alla “maniera villanoviana”) che allarga le braccia in segno di adorazione davanti all’immagine del sole, formato da un puntino a tanti raggi (vedi disegno) (Foto 1);
d) che l’edificio è ubicato in direzione NE-S-W (alba e tramonto);
e) che lo stesso edificio di culto è composto da un lungo ‘dromos’ e da una cella, munita di aperture che lasciano passare la luce e i raggi del sole; tale cella è sormontata da una specie di cupola, sorretta da una specie di colonna quadrangolare un po’ smussata agli angoli (Foto 3-4-5);

TEMPIO VEDUTA TOTALE

Foto 3 – La cella e l’ambulacro del tempio del sole a Montesenario-Polcanto
f) che tale edificio è crollato in parte (fianco sinistro) per motivi che io ritengo non dovuti alla violenza dell’uomo, ma a cause naturali: forse uno smottamento, che potrebbe essere, a sua volta derivato da un terremoto, oppure da piogge eccessive;
g) in tale edificio (tempio) non esistono segni alfabetici o epigrafi, ma solo disegni antropomorfi, tipici del periodo arcaico pre-etrusco (Vedi Foto 1-2).
h) che intorno alla zona del santuario, e sulle strade che conducono ad esso, ci sono moltissimi segni simbolici, per lo più raffiguranti il sole (una serie di puntini messi in cerchio, con un puntino centrale), frecce, crocelline, e, soprattutto ‘ometti’ del tipo villanoviano, in vari atteggiamenti.

TEMPIO PARTICOLARE DOLMEN CHE REGGE UNA SPECIE DI CUPOLA

Foto 4 – La cupola della cella, con il monolito che la sorregge
Questo è quanto io mi sento di dire riguardo al tempio proto-villanoviano, da me individuato,  classificato come tale, che probabilmente si trovava in uno snodo di strade importanti, che in direzione Est portavano a Polcanto, valle del Faltona; in direzione Sud verso Monteronzoli e Fiesole; in direzione Nord nord verso il Mugello e l’Appennino Tosco-Emiliano e in direzione Ovest verso la Tassaia (poi Abbazia),  Tagliaferro.

finestra del megalito rivolta a

Foto 5 – Finestroni intagliati nelle spesse rocce per adorare e studiare gli astri
Ovviamente non ho la pretesa di affermare che quanto ho scritto sia da prendere come “oro colato”, ma neppure sia da essere considerato come un qualcosa di poco affidabile “da prendere con le molle”. Mi sembra che su quanto ho detto e su quanto vi mostro con questa mia documentazione fotografica, corrisponda con obiettività alla realtà delle cose o, perlomeno, queste cose non me le vado inventando nella mia mente, ma, in buona fede, sono sicuro di quello che dico perché hanno un riscontro reale basato su una molteplicità ‘risultanze’ che confermano queste mie tesi.
Paolo Campidori, Copyright

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