L’EPIGRAFE ETRUSCA DA ME RITROVATA A MONTESENARIO “MI CANA…” COMPARATA CON LE ALTRE EPIGRAFI DOVE COMPARE LO STESSO APPELLATIVO: “CANA”


Detto così ” bruciapelo” la frase potrebbe non significare nulla, si resterebbe nel dubbio: cos’è una ‘cana’, o meglio cos’era una ‘cana’ per gli etruschi? Ebbene i nostri “amici” che abitavano originariamente l’Italia Centrale per ‘cana’ intendevano una statua, un segnacolo, un monumento. Ora la cosa è più chiara e possiamo affrontare anche di prendere in considerazione e magari tradurre un’epigrafe su una stutua di figura femminile,   risalente alla I metà del V secolo, ritrovata nella periferia di Firenze, precisamente a San Martino alla Palma, presso Scandicci. L’iscrizione che non sembra presentare particolari difficoltà di traduzione è questa:
MI:CANA:LARΘIAL:NUMΘRAL:LAUCIS:PUIL (IO SONO L’IMMAGINE DI LARTHIA NUMIDORIA MOGLIE DI LUCIO) (Iscrizione su una statua marmorea di donna del I sec. a.C. ritrovata a San Martino alla Plma  (Firenze)

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La chiesa di San Martino alla Palma presso la quale sono stati ritrovati i reperti con le iscrizioni etrusche
Sei paroline in tutto per esprimere un concetto, o meglio, un’affermazione di appartenenza di una statua femminile scritta in etrusco con andamento sinistrorso, alfabeto, come sappiamo adattato alla lingua etrusca da quello greco euboico delle colonie etrusche della Campania. Noi sappiamo che l’origine dell’etrusco è semitico, come l’aramaico, il quale era originariamente il dialetto delle tribù aramee che verso il 1200 entrarono nell’ambito culturale siriaco-palestinese. Se consideriamo che l’antico aramaico del V secolo è la lingua ufficiale di un buon numero di satrapie dell’Impero persiano, possiamo senz’altro confermare che le teorie di Annio da Viterbo, derise e disprezzate da tutti o quasi, debbono ora essere riconosciute come valide e, conseguentemente la lingua etrusca derivare dalla lingua arrampica (ebraica).

L’appellativo ‘CANA’ può significare altre cose, come”opera, opera d’arte, oggetto prezioso, gioiello, e, come abbiamo già visto opera statutaria e immagine scolpita”.
Tornando alla statua marmorea, che in un primo tempo sembrava un’immagine di Venere, abbiamo fatto delle ricerche accurate e su testi antichi fra i quali “Difesa dell’alfabeto degli antichi Toscani” stampato a Firenze nel 1738, per mezzo della Stamperia di Pier Antonio Albizzini in cui si precisa che: “Unaltra statua di marmo, che sembra rappresentare Venere, più alta di quella de’ Sigg. Maffei, ornata di tre linee di lettere Etrusche, si vede nella Villa del Sig. Marchese, e Cav. Ugo della Stufa, la quale sembra trovata poco prima del 1500, rammentandola il P. Marmocchini, che così scrive: “A S. Martino alla Palma (luogo distante cinque miglia da Firenze) nella Villa di buona memoria di Sigismondo della Stufa, fu trovata una statua con lettere Etrusche”.

Mi cana montesenario scritta

L’epigrafe etrusca da me ritrovata a Montesenario con la scritta “NI (MI) CANA).  Foto da me scattata al momento del ritrovamento

Una epigrafe di contenuto analogo, ma solo un frammento di una scritta più grande , fu da me trovata presso Montesenario, nel 2015, nei pressi del Convento, inserita  copra un arco di mattoni di età incerta. Solo due parole, scritte da sinistra verso destra, incise su un sasso: ” NI (MI) CANA” significa esattamente: “IO SONO L’EFFIGIE DI…!”, oppure “IO SONO LA STATUA DI…”. Si tratta ovviamente dell’offerta votiva di una statua ad una divinità. 

 

Altri esempi in cui troviamo la ‘parolina’ “CANA”, in breve: 

LARTHEAL CAICNAS THAMRIES CANA = GEMMA DI LARTH CAECINA THAMRIO (Iscrizione incisa su un pendente di pietra a forma di scarabeo, rinvenuto a Orvieto);

MI CANA = IO SONO OPERA DI… ((Iscrizione graffita su un vaso decorato di pitture, rinvenuto a Bomarzo, in territorio Orvietano);

VEPIA ALSINAI TURCE VERSENAS CANA = URBIA ALASIA HA DONATO – (QUESTA E’) OPERA DI UERSENO (Iscrizione su uno specchio di bronzo, ritrovato a Vulci)

MI CANA LARTHIAS ZANL VELXINEI SE(THRA MULUVAN) ICE = SETHRA UOLCINIA HA OFFERTO (ME) IMMAGINE DELLA SORELLA LARHIA. (Iscrizione incompleta, ricostruita dal Prof. Massimo Pittau,  su una statua marmorea di donna che porta un bambino in braccio, ritrovata a Volterra, circa III sec. a.C.);

THA CENCNEI THUPLLTHAS L CALZNIX SUVLUSI CANA MENAXE = THANA CINGONIA A THUPULTHA/LARTH CALUSIO/OPERA PER LA DIVINITA’ SOLE (Iscrizione du un bronzetto raffigurante una dea con diadema  (solare), circa metà del II sec. a.C. Statuetta rinvenuta a Castello-Sant’Angelo in Colle);

MI CANA ARNTHAL PRASTNAS LAUCISLA = IO SONO L’IMMAGINE DI ARUNTE PRASTINA FIGLIO DI LUCIO (Iscizione su una base rotonda, sulla quale sono scolpiti tre uomini, rinvenuta a San Martino alla Palma, del I secolo a.C.

Per le epigrafi etrusche ho consultato il libro di Massimo Pittau “Testi etruschi – Bulzoni Editore 1990

Paolo Campidori, Copyright

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