LE EPIGRAFI ETRUSCHE DI POGGIO SAN MARTINO A FRASCOLE RITROVATE PRESSO IL (PROBABILE) TEMPIO CHE SORGEVA SULLA CIMA SPIANATA DEL COLLE

Dicomano epigrafi Museo@0

Mi sembra che ormai non ci siano più dubbi, anche se qualche ragionevole incertezza non depone a favore dell’ipotesi del tempio etrusco arcaico. Tuttavia le altre ipotesi: fortezza etrusca e tomba principesca dei Velasna (famiglia aristocratica e signori del luogo) mi sembrerebbero da scartare. Depone a favore del tempio, la parte centrale dell’edificio: il ritrovamento delle offerte votive: la presenza di una sorgente ‘sacra’, il rapporto perimetrale delle mura 1:3 (circa mt 12×36); lo spessore delle mura (circa mt 1,5;  cfr. Tempio arcaico di Fiesole); l’orientamento tipico sulla linea Est-Ovest (tramonto e sorgere del sole); la scalinata di accesso e il portico frontale sorretto da pilastri.

TEMPIO ETRUSCO IN TERRACOTTA

Le iscrizioni etrusche di Frascole, sono state ritrovate su frammenti di ciotole con piccole dediche. Insieme a questi frammenti sono stati ritrovati nella zona di Frascole, Poggio San Martino,  alcuni “ex voto” (molto frequenti nel culto divino etrusco), come una piccola gamba. Le ciotole stesse, a giudicare dalle scritte, hanno carattere di offerta, per cui è probabile che sul pianoro (artificiale) a tronco di cono del poggio  di San Martino esistesse  già dal VI-V sec. a.C. un tempio etrusco

E’ forse la chiesa medievale di San Martino che era stata edificata su un antico tempio? Le spesse mura di contorno e la tecnica costruttiva potrebbero indurci a pensare che ciò sia possibile. Resterebbe però l’incognita dell’altro edificio, centrale,  diviso in tre parti. Era questo il tempio? Esistono ancora molti dubbi e molte nebbie da diradare.

Comunque sia, gli studi lo chiariranno (si spera) le iscrizioni di Frascole parlano di offerte, doni ‘MLAX’ e le stesse iscrizioni delle ciotole parlano anch’esse di offerte (a una probabile divinità la cui identità ancora non è conosciuta).

Ma vediamo più da vicino queste scritte:

“VELASNAS” –  “di Velasio”;  gentilizio maschile da confrontare con quelli lat. Velasio, Volasenna;

“MLAX” –  “dono’;  dono votivo, offerta votiva, ex voto, promessa, da connettere con ‘mulu’, ‘muluvanice’, ‘mulum’;

“ARA MLAX” –  “dono votivo” (su vaso);

“MI VELASNAS” – ” (ego Volasennae) “io (dono) di Volasenna”. Iscrizione graffita su vaso a vernice nera. Al gentilizio maschile Velàsna può corrispondere anche l’altro Velasius;

“MI VELANA” (me Velanius) “mi ha donato Velanio”. Iscrizione graffita su un vaso a vernice nera;

“MI LARZAS P(ET)RONIUS” (ego Larthilli Petroni); “io (dono) di Larthilio Petronio”. Questa iscrizione è stata corretta da M. Cristofani: Larza diminutivo del prenome Larth. E’ mia opinione che di questa epigrafe  si sia  fatta un po’ di confusione poiché l’indicazione riportata dal cartellino del Museo al n. 19 indicherebbe questa scritta: “Mi Larza: sp…insulis”, cosa che sarebbe molto interessante, poiché tale scritta potrebbe essere tradotta con “Io (dono) di Larza (cittadino) della città di Fiesole (cioè fiesolano)”. Ciò confermerebbe che Fiesole in etrusco era Visul o Vipsl (**).

Non posso confermare con sicurezza quanto detto, relativamente a questa ultima epigrafe,  poiché le foto in mio possesso non sono nitide (***) e non è possibile leggere, con una certa nitidezza,   le scritte originali graffite sul fondo delle ciotole. Mi riservo di chiarire questo ‘guazzabuglio’ appena possibile, magari in occasione di una prossima visita al Museo di Dicomano.

Come ho avuto modo di affermare, oltre a queste ciotole con scritte offertorie è stata trovata anche un “ex- voto” di una gamba, ciò mi farebbe pensare sempre di più al fatto che qui sorgesse, sulla antica strada etrusca un tempio etrusco. Tuttavia, ancora non ci sono certezze. Le uniche certezze, per il momento, anche a seguito di tre sopralluoghi da me effettuati molto recentemente, sono: a) i ritrovamenti “Ex-voto”; b) una bellissima stele arcaica VI sec. a.C raffigurante un uomo nudo (forse un Augure?) con la barba colta “alla greca” e un lituo nella mano destra. La stele termina con una ‘cimasa’ decorata da un tipico elemento decorativo floreale; c) le mura perimetrali dell’edificio centrale, sicuramente etrusche, che si trova sulla cima spianata di Poggio San Martino, con con il tipico orientamento Est (sorgere del sole) – Ovest (tramontare del sole). L’ipotesi che le muraglie (spesse circa 1,50 mt.) dell’edificio di Frascole, Poggio San Martino (Dicomano)  abbiano fatto parte di un ampio edificio cultuale (tempio) del VI-V secolo a.C. sarebbero avvalorate dalla presenza di una sorgente, allora ritenuta ‘sacra’,  che scorre ai piedi del basamento del Poggio, sorgente alla quale è stato dato il nome “Sorgente dei Velasna”.

Paolo Campidori, Copyright

Note:

(*) Secondo le Rationes Decimarum del 1302-3 sia la chiesa di San Martino di Poggio, che quella di S. Jacopo a Frascole dipendevano dalla Pieve di Sandetole (Sancti Ditali, di San Biagio). 
Secondo quanto si legge sul libro del Niccolai (op.cit.) già nel sec. XII la chiesa di San Detole ebbe sotto la sua giurisdizione dodici chiese, fra queste San Martino al Poggio, Santa Maria a Rincine, S, Jacopo a Frascole,  per cui dobbiamo ipotizzare che l’antica chiesa di San Martino in Poggio, i cui ruderi sono visibili a fianco delle mura etrusche,  sia stata eretta nei sec. XI-XII.
 Dovremmo anche supporre che la strada proveniente da Fiesole passava  dalla chiesa di San Detole, raggiungeva San Martino in Poggio, e superava il valico (circa 700 metri di altitudine), e raggiungeva la Badia benedettina di Agnano, per iniziare poi la salita verso l’Alpe (Passo Appenninico)

(**) diventato Visole e poi Fiesole

(***) Foto scattate in museo, con luce attenuata