SULLA CIMA DEL MONTE GIOVI FRA PONTASSIEVE E VICCHIO DI MUGELLO

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Particolare del basamento della capanna villanoviano-etrusca (?) sulla cima del Monte Giovi fra Pontassieve e Vicchio di Mugello (Firenze)

Ed eccoci quassù sulla cima del Monte Giovi, a 992 mt sul livello del mare. E’ un posto magico, e da quassù si gode la vista a 360° di buona parte della Toscana. Oggi, 27 settembre 2017 c’è un po’ di nebbiolina, ma comunque c’è sufficiente visibilità per scorgere la vallate del Mugello e i monti che stanno ad Ovest e intorno  al Giovi. E’ un posto magico, ma anche storico. Quassù sulla vetta c’è sempre stata vita, a partire dagli Etruschi, e anche prima. Poi il nome Monte Giovi, il monte dedicato e una delle divinità maggiori: Tinia per gli etruschi e Jovis per i Romani. Per arrivare quassù da Firenze bisogna farne di strada. Dopo aver attraversato il fiume Sieve, si incontrano dei bei paesini antichi: Colognole, Vicoferaldi, che è un borgo medievale, la cui lunga storia la leggi sulle pietre dei muri delle case.

scritta su sasso rit.

Un masso con vari simboli incomprensibili e lettere alfabetiche sulla cima del Monte Giovi

La strada buona finisce qui a Vicoferaldi  ed inzia la strada sterrata, con molti sassi che emergono dal suolo. E’ una vera sofferenza percorrerla, e dopo una mezz’oretta si arriva alla Botteghina del Monte Giovi, una vera e propria oasi in questo silenzio ancestrale.  Si percorre ancora per un paio di chilometri e si arriva al cippo che ricorda un perido molto triste della nostra storia: la seconda guerra mondiale, e la ‘Resistenza’. Qui bisogna lasciare l’auto e percorrere un sentiero in salita, molto ripido,  per circa un Km e mezzo. Infine si arriva sulla cima a 992 mt. Quassù c’è un ‘fazzoletto’ di terra spianato dal quale si gode un spettacolo unico, indimenticabile.

macina rudimentale rit

Un manufatto lapideo che farebbe pensare ad un piccolo mortaio molto rudimentale (sulla cima del Giovi)

Il silenzio è interrotto solo dal lieve fruscio del vento che striscia fra i rami e le foglie dei castagni. Per un momento ti sembra ritornare indietro nel tempo fino al tempo in cui quassù intorno a  questa cima ci doveva essere un villaggio, forse etrusco, e probabilmente un tempio dedicato a Giove (Tinia per gli etruschi). Ma siamo nel campo delle supposizioni. Gli scavi finora condotti dalla Soprintendenza,  non hanno portato a scoperte eclatanti: frammenti di coccio, punte di frecce, ma niente che possa far pensare all’esistenza di un’edificio: una fortezza, un tempio etc. Eppure quassù, su questa spianata ci doveva essere qualcosa: un tempio, una fortezza, una torre….Chissà? 

fondamenta di una capanna etrusca rit

Le fondamenta ovaleggianti di una capanna del periodo villanoviano-etrusco  (?), riutilizzata in tempi successivi, anche recenti. 

Per quanto mi concerne ho trovato vari graffiti: uno addirittura che sembrerebbe una scritta con una ‘E’ rovesciata alla maniera etrusca, e poi piccoli manufatti, una macina rudimentale, etc. Ma la cosa che mi è parsa più interessante, sono i fondamenti, in forma ovaleggiante, che farebbero pensare ad una capanna del periodo etrusco. Infatti,  la tecnica costruttiva è tipica delle capanne etrusche fatte cioè di un piccolo alzato in muratura, e la parte superiore  della stessa costruita con pali e le pareti con rami e fango mischiati.

Paolo Campidori,  Copyright

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